Cronaca

Uffici vuoti in pausa pranzo ladro ruba ripreso in diretta

Ha approfittato dell’assenza dei colleghi per la pausa pranzo e ha rovistare nei cassetti. Arrestato dalla polizia
ROMA - Entra ed esce con fare guardingo dagli uffici vuoti di una compagnia telefonica a Roma: i dipendenti sono in pausa pranzo, e lui ne approfitta per mettere a segno indisturbato i suoi colpi. Peccato però che fosse ripreso in diretta dalle telecamere a circuito chiuso dellasede. Immediato l allarme alla Sala operativa della Questura di Roma: le pattuglie dei commissariati "Castro Pretorio" e "Trevi" sono intervenute sul posto e hanno colto il ladro ancora all'opera. L'uomo, un 46enne spagnolo, ha provato a fuggire invano. Addosso i poliziontti gli hanno trovato circa 2.500 euro e alcune monete preziose appena rubate. Per lui sono scattate le manette con l'accusa di furto aggravato.
 
Fonte il messaggero
 

In manette la banda che clona le chiavi
In casa il kit del perfetto Lupin

Manoscritti sui codici delle serrature, una ventina di cilindri doppi per scardinare le porte. Tre romani arrestati
ROMA - Nel loro appartamento avevano ogni attrezzo utile a scassinare le porte dei nostri appartamenti. Manoscritti sui codici delle serrature, plastilina usata per il calco delle chiavi, penicillina in polvere per non lasciare tracce della plastilina usata, 20 cilindri doppi per serrature completi di chiavi. Ecco come facevano a derubarci. I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Subiaco che si trovavano a Roma per indagini li hanno pizzicati mentre mentre stavano svaligiando uno studio legale di via Lucrino, nei pressi di via Nemorense, dopo aver clonato la serratura della porta di ingresso. Tutti e tre romani con precedenti, tra i 42 e 51 anni, dovranno rispondere di tentato furto in concorso.
In manette la banda che clona le chiavi In casa il kit del perfetto Lupin



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Raffica di furti in case e hotel: finisce
in manette un'intera famiglia di nomadi

Raffica di furti in case e hotel: finisce in manette un'intera famiglia di nomadi
Madre, padre, figli, una sorella e una cognata: tutti arrestati Sequestrati gioielli per 100mila euro più 8mila euro in contanti



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BOLZANO - Sono in sei e sono accusati di una serie numerosa di furti in appartamenti e hotel di tutto l'Alto Adige. A finire in manette, però, non è stata una banda come tutte le altre ma un'intera famiglia di nomadi. Si tratta di un uomo, sua moglie, una sorella e una cognata della donna, più i due figli maggiorenni della coppia, mentre un figlio minorenne è stato segnalato alle autorità giudiziarie. I militari hanno sequestrato gioielli e oggetti di valore per circa 100mila euro e 8mila euro in contanti. La famiglia è anche fortemente sospettata di aver rubato alla vedova del carabiniere Candeloro Zamperini la medaglia d'oro alla memoria del marito. Il carabiniere fu ucciso nel 1997 mentre tentava di fermare un rapinatore in fuga che aveva appena assaltato una banca. Il furto era avvenuto lo scorso novembre nell'appartamento della vedova a Rablà, nel Meranese.

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Rapina in villa nella notte
picchiati coniugi, lui è grave

Rapina in villa nella notte picchiati coniugi, lui è grave
Raid violento compiuto da tre uomini a volto coperto nell'abitazione di una coppia titolare di diversi bar e locali storici della città. L'uomo colpito alla testa con una torcia, la donna ricoverata in stato di shockUna volante della polizia 
PORDENONE - Arancia meccanica a Pordenone: due coniugi di 66 anni sono stati aggrediti e picchiati nella loro villetta. Le loro condizioni sono gravi, ma non sono in pericolo di vita. Tre persone armate si sono introdotte nella loro casa di Torre di Pordenone armate e con il volto coperto. Elio Lisotti e la moglie Annamaria Busetto sono titolari di una serie di bar, locali storici ed edicole di Pordenone, sia in centro sia nello stesso quartiere dove è avvenuto il raid notturno. Secondo una prima ricostruzione, i tre banditi sono entrati nell'abitazione dei coniugi e hanno prima immobilizzato la moglie, che dormiva in una stanza diversa da quella del marito. La donna è stata strattonata e bloccata con alcune fascette da elettricista. Poi i tre hanno raggiunto la camera del coniuge, minacciandolo e chiedendo dove fosse la cassaforte. Di fronte all'esitazione dell'uomo, uno dei rapinatori lo ha picchiato ripetutamente con la torcia elettrica con cui faceva luce nella stanza, colpendolo più volte anche alla testa. Alla fine sono riusciti a farsi aprire la cassaforte ed hanno portato via contanti e oggetti preziosi per un danno economico ancora da quantificare. Poi sono fuggiti. A seguito delle ferite, l'uomo è stato sottoposto a una Tac per capire la portata del trauma cranico dovuto all'aggressione. La moglie è in stato di shock, con ferite meno gravi. Gli agenti della squadra volante e della squadra mobile di Pordenone stanno vagliando tutti gli elementi sulla scena dell'aggressione, l'abitazione
di via Fermi e stanno ascoltando i vicini di casa della coppia. Nel corso della rapina i tre avrebbero portato via anche l'incasso della giornata realizzato dalla coppia in uno dei loro. Qualche giorno fa a
Napoli 1 una donna di 95 anni è stata soffocata e uccisa durante una rapina in casa. E' invece in coma irreversibile invece un anziano docente universitario che è stato aggredito nella sua villa di Viterbo 2 in piena notte.

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Rapina in villa, terrore a Prima Porta Famiglia picchiata a sangue

La banda dell'Est ha aggredito la coppia e il figlio di 21 anni. Ad assistere alla scena il fratellino di 12 anni




 
 
 

ROMA - Ancora una rapina in villa, ancora terrore e violenze. cinque persone, con accento dell'Est, hanno minacciato e poi picchiato una famiglia romana nella loro abitazione a Prima Porta. Con il volto coperto e armati di due pistole, i cinque sono entrati nella villa di via Casteledolo, hanno sfondato l'ingresso e minacciato la famiglia: un gioielliere di Ponte Milvio, la moglie e due figli, di 21 e 12 anni. Quando la famiglia ha cercato di convincere i rapinatori che la cassaforte non era in casa, la situazione è degenerata. L'aggressione. I malviventi hanno picchiato i coniugi e il figlio più grande e poi si sono dati alla fuga. I tre, portati in ospedale, non sono in gravi condizioni. Sulla vicenda indagano i carabinieri. I rapinatori, che hanno rubato alcuni gioielli, secondo quanto raccontato dalla famiglia, parlavano con un accento dell'est.
Rapina in villa, terrore a Prima Porta Famiglia picchiata a sangue


Fonte Il Messaggero

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Bande dell'Est assaltano ancora Viterbo Un'altra rapina in villa

Bande dell'Est assaltano ancora Viterbo Un'altra rapina in villa
I malviventi hanno immobilizzato un anziano e gli hanno rubato la pensione. Resta grave il professor Zappa



VITERBO - Ancora paura in provincia di Viterbo per l'ennesima rapina in villa: un anziano residente a Bolsena è stato rapinato da tre persone che, nel corso della notte, sono entrati nella sua casa nel centro del paese, lo hanno immobilizzato e rapinato della pensione che aveva incassato ieri mattina. L'anziano ha dichiarato ai militari che i tre parlavano con accento straniero, quasi certamente dell'est europeo. Soltanto una settimana fa è finita tragicamente la rapina subita dal professor Ausonio Zappa, aggredito selvaggiamante dai banditi e da allora in coma irreversibile. La banda di romeni è stata presa e ieri, uno di loro, ha tentato di uccidersi in cella. Ieri, rapina in una villa di Prima Porta, dove un gioielliere, la moglie e il figlio sono stati presi a calci e pugni. La rapina. Il pensionato ha riferito di essere stato svegliato dai rumori che provenivano dall'ingresso e si è alzato. Non appena è uscito dalla camera da letto è stato immobilizzato da uno dei rapinatori mentre gli altri due si sono diretti verso la cassaforte, l'hanno forzata, gli hanno rubato 1.800 euro, hanno chiuso il proprietario in una stanza e si sono dileguati. Secondo i carabinieri che indagano sull'ennesima rapina in casa i banditi conoscevano le abitudini del pensionato e, probabilmente, erano informati dell'esistenza della cassaforte.
Fonte Il Messaggero

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Rapina in villa a Viterbo, picchiato
a sangue è in coma. Tre arresti





 
 
 

Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e di quella di Viterbo. L'uomo è in coma irreversibile, ricoverato all'ospedale di Viterbo. I carabinieri hanno fermato tre romeniportati nella caserma di Viterbo e interrogati dal pubblico ministero Paola Conti e dal comandante provinciale dell'Arma, colonnello Gianluca Dell'Agnello. In caserma anche il figlio dell'uomo aggredito, Gianluca Zappa, giornalista. Calci e pugni. In quattro, tutti probabilmente dell'Europa dell'Est, entrati nell'abitazione di Zappa intorno alle due, mentre l'anziano era solo in casa. Hanno forzato una grata e hanno picchiato selvaggiamente l'anziano con calci e pugni. Fopo il raid sono fuggiti portando via il portafoglio dell'anziano.
Fonte Il Messaggero

Rapina in villa a Viterbo, picchiato a sangue è in coma. Tre arresti
Ausonio Zappa, docente universitario, preso a calci e pugni per un portafogli. La banda era composta da 4 persone

VITERBO - E' stato pestato a sangue e ridotto in fin di vita durante una rapina nella sua villa alle porte di Viterbo. La vittima, 80 anni, è il docente universitario Ausonio Zappa, fondatore della

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Prati Fiscali, rapinano un banca: incastrati da un video

due banditi svaligiarono nell'aprile dello scorso anno un istituto di credito ma le telecamere ripresero tutto
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ROMA - Due rapinatori sono stati incastrati grazie alle immagini della video sorveglianza della banca svaligiata i 6 aprile dello scorso anno. I video mostrano i due che si scambiano qualche parola prima di entrare nella Banca Popolare dell’Emilia Romagna nella zona dei Prati Fiscali. Poi uno entra fingendosi cliente. L'altro, berretto in testa, lo segue ma il sistema di sicurezza della porta a bussola entra in funzione e l’uomo rimane bloccato al suo interno. Uno degli impiegati chiede all'uomo di alzare il berretto e mostrare il volto, ma intanto, il complice all'interno della banca, minaccia con un taglierino il dipendente e lo costringe ad aprire la porta. Entrambi una volta all’interno hanno portato a termine il colpo fuggendo subito dopo. Le indagini della squadra Mobile. Gli agenti hanno studiato le immagini, riconosciuto i due malviventi che in passato avevano già messo a segno due rapine con le stesse modalità. Per A.A.A. ,28enne e A.D. di 24 anni, l’Autorità Giudiziaria ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Fonte Il Messaggero
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Svaligiavano appartamenti di lusso: 14 arresti, esperti di key bumping

14 arresti, esperti di key bumping
Esponevano in vendita in un “negozio” dove esporre gli oggetti rubati. Perquisite le case dei malviventi



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ROMA - Una banda di topi di appartamento, attrezzata per aprire le porte con le serrature più moderne senza lasciare segni, organizzata fino al “negozio” dove esporre in vendita gli oggetti rubati. All'alba di oggi, i carabinieri del Comando provinciale di Roma, a seguito di accurate indagini, hanno sgominato un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in appartamento. Sono 14 le persone finite in manette, alle quali i militari hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Roma, Aldo Morgigni, che ha accolto la richiesta del pm, Vincenzo Barba nell'ambito dell'indagine denominata San Giorgio. Perquisite le case degli arrestati. Decine le perquisizioni tuttora in corso nei vari immobili nella disponibilità degli indagati. Le attività investigative dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trionfale hanno consentito di individuare tutti i componenti della banda e di risalire al ruolo che ciascuno ricopriva nell'organizzazione. Il key bumping. Particolare la tecnica utilizzata per entrare negli appartamenti, conosciuta con il termine key bumping, che ha la particolarità di consentire l'apertura delle porte, con serratura europea, senza lasciare segni di effrazione. Anche tre donne, tra i destinatari del provvedimento, che avevano il compito di fornire il supporto logistico agli uomini, di custodire la refurtiva e di farla visionare all'occorrenza ai possibili acquirenti.
Fonte il messaggero

Guardate Questo Video
Le porte blindate e i cilindri europei non proteggono a sufficienza i vostri beni
Video su come Viene Forzata una Serratura
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Cinecittà, rapinano farmacia Poi la fuga in taxi: presi

Si tratta di due pluripregiudicati. A casa dei banditi la polizia ha trovato e sequestrato oggetti riconducibili ad altri colpi
ROMA - Paura ieri in una farmacia di Cinecittà dove due malviventi armati di pistola si sono fatti consegnare l'incasso e beni di valore dei clienti. La coppia di rapinatori è fuggita a piedi, ma poco dopo è stata sorpresa dalla polizia mentre era a bordo di un taxi. La rapina è avvenuta alle 15.20: avevano i volti travisati da sciarpe e berretti da baseball. La ricerca dei rapinatori. Gli agenti del Commissariato Romanina hanno rintracciato i due uomini in via Barzilai a bordo di un taxi. Li hanno riconosciuti grazie alla descrizione fatta dalle vittime della rapina. Uno di loro prima di scendere aveva nascosto sotto una giacca l'arma usata nella rapina, una fedele riproduzione di una pistola Beretta 92, priva del tappo rosso. Avevano già compiuto altre rapine. I due, F.S. di Civitavecchia e F.M. 34enne romano, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e spaccio, sono stati interrogati e hanno ammesso le proprie responsabilità nella rapina di via Tuscolana. Nelle tasche dei due, gli agenti hanno recuperato denaro contante e i bracciali sottratti poco prima ai clienti della farmacia. Legato alla cinta, F.S. aveva ancora il berrettino da baseball. Nelle abitazioni degli arrestati, gli agenti hanno trovato e sottoposto a sequestro oggetti provento di precedenti «colpi».
Fonte Il Messaggero
Un efficiente sistema di video sorveglianza , in caso di rapina aiuta le forze dell’ordine a risalire ai criminali , inquadrare l’esterno per identificare complici esterni e pali , identificare le autovetture o i motorini usati per la fuga , per la parte interna identificare i rapinatori i loro vestiti eventuali particolarità , tutti elementi utili agli inquirenti in fase di indagine .
Troppo spesso i sistemi esistono ma non ci danno le informazioni necessarie , un buon sistema ci aiuta anche a prevenire mettendo in luce eventuali situazioni anomale fuori dal nostro negozio o fuori dalla nostra casa prima che l’intento criminale venga messo in atto.
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Cassia, sorpresi a rubare in un appartamento: tre arresti

ROMA - Dopo gli arresti dei giorni scorsi anche questa notte 3 ladri sono stati sorpresi mentre tentavano di compiere un furto in un appartamento. I Carabinieri della Compagnia Roma Cassia, grazie alla segnalazione di un militare dell'Arma, hanno arrestato 3 cittadini dell'est Europa, di 32, 33 e 35 anni, tutti pregiudicati, per tentato furto aggravato in concorso in abitazione. Poco dopo la mezzanotte, informa una nota, un carabiniere ha segnalato la presenza di 3 persone sospette in via Alberto Tallone. I militari intervenuti immediatamente con alcune autoradio sono riusciti a bloccare la banda mentre stava per entrare in un appartamento con giardino posto al piano terra di una palazzina. Dopo essere stati bloccati ed ammanettati i 3 sono stati portati in caserma dove sono tutt'ora trattenuti a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo domani mattina. Nei pressi dell'abitazione a seguito di ispezione i militari hanno rinvenuto alcuni arnesi atti allo scasso che sono stati sequestrati.
Fonte Il Messaggero
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Rapina in villa al Divino Amore Salvo grazie al vicino

Arrestato uno dei banditi, mentre gli altri due sono riusciti a fuggire. La vittima è un imprenditore di 40 anni

ROMA - Ancora un tentativo di rapina in villa, dopo ilcolpo andato a segno l'altra notte a Cerveteri. Stavolta però a mettere in fuga i rapinatori ci ha pensato un vicino della vittima. Tre uomini, a volto coperto, sono entrati nell'abitazione di imprenditore 40enne a Falcognana, nei pressi del Divino Amore. Si sono fatti aprire la porta con un escamotage. I tre lo hanno poi minacciato con una pistola. Ma un vicino che stava rincasando ha notato movimenti strani e ha dato l'allarme ai carabinieri. I militari della stazione Divino Amore e della compagnia di Pomezia hanno arrestato uno dei tre rapinatori mentre gli altri due sono al momento ricercati. Si tratta di un pregiudicato 65enne italiano. Ancora da quantificare il bottino con cui sono fuggiti i complici.
Fonte il Messaggero

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Rapinatore punta pistola contro tabaccaio: lui reagisce e lo mette in fuga

Il colpo a Vicenza sventato dal titolare: il bandito gli ha dato uno schiaffo ma poi è scappato a bordo di un'auto

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VICENZA - Si è visto puntare contro la pistola, forse giocattolo, ma ha deciso di fronteggiare il bandito che gli urlava contro di consegnargli l'incasso: con una mano ha spostato l'arma e ha cominciato a sua volta a gridare. Sono stati momenti di alta tensione quelli vissuti sabato da un tabaccaio di San Tomio di Malo che, con la sua reazione, è riuscito a mettere in fuga il malvivente. L'episodio è avvenuto intorno alle 19.30, orario di chiusura per Gian Andrea Comparin che, insieme alla moglie Virginia Scorzato, gestisce il negozio di via Ponte 58. Il tabaccaio si è trovato di fronte un uomo mascherato con un passamontagna e armato, ma evidentemente non preparato alla sua reazione: preso alla sprovvista il ladro ha rifilato uno schiaffo al commerciante ma poi è scappato a bordo di una station-wagon grigia dove molto probabilmente ad attenderlo c'era un complice. Riavutosi dallo choc Comparin ha avvertito le forse dell'ordine che ora sono sulle tracce dei banditi.
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Rapina al supermercato, disarmano vigilanti e svaligiano la cassa





 
 

Il colpo in un negozio Panorama sulla via Laurentina Ancora da quantificare il bottino

ROMA - Paura in un supermercato Panorama di via Laurentina. Due giovani, sotto la minaccia di una pistola, hanno disarmato gli agenti di vigilanza privata che stavano ritirando i contanti dalla cassa continua del supermercato. Poi la fuga. Ancora da quantificare il bottino. Sul posto la polizia.

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In casa appuntamenti video hard dei clienti Il covo sull'Ostiense

La scoperta della polizia in un appartamento in via Casamari Indagini per verificare se i filmati fossero usati per ricattare



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ROMA - Avevano messo su un vero e proprio archivio delle scene hard tra lucciole e clienti i gestori di una casa d'appuntamenti scoperta nel quartiere Ostiense dalla polizia di Roma. All'interno di un computer nell'appartamento di via Casamari sono state trovate infatti dagli agenti molte video-registrazioni dei rapporti che le ragazze avevano avuto nel corso del tempo con clienti come inconsapevoli «attori». Sono in corso ulteriori indagini da parte degli investigatori per verificare se i filmati venissero usati come ricatto nei confronti dei clienti per estorcere denaro. Le indagini. A far scattare le indagini sulla casa d'appuntamenti in zona Marconi-Ostiense gli annunci apparsi su diversi quotidiani e su numerosi siti internet e alcune segnalazioni di altri cittadini residenti nella zona, che hanno portato gli agenti del Commissariato Colombo, diretto da Agnese Cedrone, a scoprire che all'interno di quell'abitazione F.P. una 43enne romana, era a capo di una vera e propria attività di prostituzione. Dopo aver seguito i movimenti dei clienti «più affezionati» alla casa, un poliziotto si è finto cliente prendendo un appuntamento. Accolto da tre lucciole, al nuovo cliente sono state subito indicate «le tariffe» e la stanza all'interno della quale si sarebbe consumato il rapporto. Immediatamente l'agente di polizia si è qualificato, seguito dagli altri operatori impegnati nel blitz. I video hard. Dopo aver identificato le tre donne presenti, i poliziotti hanno perquisito l'appartamento. All'interno di un mobiletto dell'ingresso, è stata trovata tutta la contabilità registrata su alcuni quaderni con date, cifre e nomi femminili, oltre all'indicazione dei ricavi, circa 1000 euro al giorno. L'appartamento è stato posto sotto sequestro, mentre la maitresse è stata denunciata per sfruttamento alla prostituzione
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Rapina in una villa a Tivoli Assalto nella notte: i soldi o vi uccidiamo



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di Paola Vuolo
ROMA - «Urlavano come bestie e spaccavano tutto, dicevano che ci avrebbero uccisi, avevo paura per me e per i miei genitori. Volevano i soldi, mio padre gli ha detto di prenderli e di non farci del male». Giovanni Valeriani, 49 anni, titolare di un negozio di elettrodomestici, fa fatica a ricordare la notte appena passata in ostaggio dei rapinatori, tre banditi incappucciati che parlavano con un forte accento dell’est, e sono scappati con oltre 15.000 euro. I tre sono entrati l’altra notte nella villetta dei Valeriani a Marcellina, poco lontano da Tivoli, forzando la porta finestra della cucina. La villetta a due piani non ha un sistema d’allarme, «perché qui - dicono gli abitanti - di rapine in casa non ce ne sono mai state, ma dopo quello che è successo adesso abbiamo paura anche noi, e nessuno si sente più al sicuro». La rapina di Marcellina, che ha molte analogie con quella di Perugia è avvenuta domenica notte: Giovanni e i genitori pensionati, dormivano al piano di sopra della costruzione che per metà ha ancora l’intonaco del rustico. I banditi li hanno svegliati con la luce di una torcia e legati con delle corde: «Eravamo ognuno nella propria stanza - racconta Giovanni - io sentivo le urla di mio padre che diceva ai banditi di prendere i soldi e di andare via, mia madre, 77 anni, piangeva, ero terrorizzato, avevo paura per me e per i miei. I rapinatori gridavano come bestie, urlavano minacce di morte, non so descrivere l’angoscia di quei momenti, ero immobilizzato dalle corde, non potevo muovermi e non sapevo cosa accadeva nella stanza dei miei genitori». Per procurarsi le corde i banditi hanno strappato i tiranti delle serrande. «Hanno distrutto tutto, lo hanno fatto per impaurirci, nessuno di loro ha mai tirato fuori la pistola, però erano di una violenza incredibile per quello che ci dicevano e per il tono della voce. Ripetevano che saremmo morti tutti. E anch’io, come mio padre, che ha 82 anni, gli ho detto che potevano prendersi i soldi e fare quello che volevano, basta che non ci facessero del male. Li sentivo muoversi per casa e sfasciare quello che capitava, poi tornavano nella mia stanza e in quella dei miei genitori e ci minacciavano di nuovo». I rapinatori hanno preso gli oltre 15.000 euro che Giovanni e il padre Domenico tenevano nascosti in una cassettina sotto un materasso e sono scappati, ma prima hanno svuotato anche il frigo pieno di carne.Sulla rapina indagano i carabinieri della compagnia di Tivoli guidata dal capitano Emanuela Rocca, gli esperti della scientifica stanno analizzando le eventuali tracce lasciate dai rapinatori. I banditi indossavano i guanti, ma potrebbero avere lasciato qualche indizio. Secondo gli investigatori i banditi non sono entrati a caso nella villetta di via sotto Santa Maria delle Grazie: l’abitazione della famiglia Valeriani non è certo lussuosa, ed è anche tra le meno eleganti di questa strada alla periferia di Marcellina, che è quasi campagna. Ma Giovanni è conosciuto nella zona per via del negozio e i rapinatori probabilmente sapevano che lui e suo padre non avevano l’abitudine di custodire in banca i propri risparmi. Ieri sono stati ascoltati alcuni stranieri che frequentano la zona, e ai vicini è stato chiesto se negli ultimi giorni hanno notato facce nuove aggirarsi in zona. «Di sicuro c’è un basista - dice Giovanni - qualcuno che ha passato ai banditi le informazioni su di noi e sulle nostre abitudini. Quei tre sono venuti sapendo già tutto su quello che avrebbero trovato». I banditi sono entrati nella villetta alle due del mattino, prima di scappare hanno staccato il telefono e portato via i cellulari per impedire alle vittime di chiedere aiuto. Giovanni si è liberato dalle corde tre ore dopo e ha dato l’allarme. «Spero che li prendano in fretta - dice Giovanni - sono persone troppo pericolose».

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Criminalità, con la crisi è boom di rapine Anche 4 colpi al giorno, negozi nel mirino Supermercati, farmacie e benzinai i più esposti L'allarme dei commercianti: siamo il bancomat dei banditi

ROMA - A un tabaccaio della Montagnola, qualche giorno fa, hanno rubato anche alcuni pacchetti di caramelle. Sarà perché, come dicono anche da Confcommercio, «la crisi economica ha ridotto tante persone a vivere sotto la soglia di sopravvivenza». Ma la situazione della sicurezza, per gli esercizi commerciali, è sempre più allarmante. Supermercati, tabaccai, benzinai, farmacie: ovunque ci sia un po’ di contante nelle casse, i raid dei banditi sono sempre più frequenti. E anche per bottini molto ridotti: non di rado, caramelle a parte, i rapinatori entrano in un negozio con armi in pugno per uscirne, quando sono fortunati, con poche centinaia di euro nelle tasche.

«Siamo particolarmente presi di mira: soprattutto negli ultimi tempi, i delinquenti ci utilizzano come un vero e proprio bancomat», dice Albino Bernocchi, presidente romano della Fit, l’associazione che raggruppa le tabaccherie della Confcommercio: cinquemila in tutta la regione, tremila nella sola Capitale. Lui stesso ha dovuto per cinque volte consegnare soldi ai rapinatori, nel suo esercizio di corso Trieste, sotto la minaccia delle armi. Già, perché i reati contro i negozi non sono esclusiva dei quartieri periferici, dove minore è il controllo del territorio, ma ormai risultano in forte crescita anche nel tessuto della città storica. E le previsioni economiche sul 2012 non invitano all’ottimismo, sul fronte della sicurezza del settore commerciale.

Soltanto per quanto riguarda le rapine a mano armata, ormai si procede a un ritmo di tre colpi al giorno, senza contare taccheggi, furti di vario genere e reati nemmeno denunciati alle forze dell’ordine. In testa alla poco invidiabile classifica ci sono i supermercati, dove i criminali sanno di poter trovare sempre contante, soprattutto in determinate fasce orarie. Lo stesso criterio che, da sempre, porta anche le farmacie a essere particolarmente appetibili per i criminali. Numerose anche le rapine subite dai benzinai, che pagano proprio il fatto di essere posizionati lungo le strade. E i tabaccai, che ultimamente raccolgono contanti anche per i pagamenti di bollettini e fatture una volta riservati alle Poste.

Meno colpite dalla microcriminalità sono quelle attività, come gli alberghi o i negozi di arredamento, dove i pagamenti in contanti sono meno frequenti. «Il superamento delle commissioni bancarie sui pagamenti elettronici è una delle soluzioni più efficaci che si possono mettere in campo, e spero che il governo si adoperi in tal senso», commenta Giorgio Ciardi, delegato capitolino alla sicurezza. Il processo di riduzione dei pagamenti in contanti, che in Italia sconta grossi ritardi rispetto al resto d’Europa (e ancor più agli Stati Uniti), è infatti la soluzione più rapida, efficace (ed economica) per ridurre i furti negli esercizi commerciali.

In un momento di crisi economica, che si ripercuote fortemente sul commercio, l’allarme sicurezza rischia di far sprofondare ancora di più il settore. «I pagamenti elettronici senza commissioni sono indispensabili per noi - spiega Maurizio Micheli, leader cittadino dei benzinai aderenti a Figisc-Confcommercio - Impensabile pagare ancora questi costi alle banche, visto anche che noi tratteniamo soltanto un piccola percentuale degli incassi che custodiamo, il 65 per cento dei quali va allo Stato». Tra i 900 impianti attivi sul territorio della Capitale, però, si va diffondendo un’iniziativa importante: un collegamento telefonico con le forze dell’ordine che, chiamando il 113, attiva direttamente la richiesta d’intervento per il distributore assaltato dai malintenzionati, anche senza risposta dell’operatore.

«È una buona iniziativa, alla quale vogliamo aggiungere anche possibili convenzioni con gli esercenti per implementare la videosorveglianza - dice Ciardi - Gruppi di negozianti di singole strade possono riunirsi tra loro per impiantare telecamere che controllino tutta l’area, in collaborazione con la sala operativa del Comune». Resta il tema dei controlli sul territorio, ancora più delicato in tempi di vacche magre e carenze di organici. «Stiamo facendo tutto il possibile - sostiene il delegato alla sicurezza - e la presenza della polizia municipale è aumentata nelle strade dello shopping, come dimostrano le tante multe elevate negli ultimi tempi e la repressione del fenomeno dell’abusivismo commerciale: penso per esempio alle tante operazioni condotte in via Appia e via Tuscolana».

Ma i commercianti chiedono di più, soprattutto in questa difficile contingenza economica: «Pur apprezzando il grande lavoro che stanno facendo le forze dell’ordine a Roma, diciamo che questo non basta - è stato il commento di Valter Giammaria, presidente romano di Confesercenti, dopo i più recenti fatti di cronaca - Non possiamo essere vittime periodicamente di fatti del genere, non possiamo vivere e andare al lavoro con questa paura addosso e con il rischio di compromettere le nostre vite. Vogliamo più polizia e carabinieri sul territorio».

Il Messaggero


Un efficiente sistema di video sorveglianza , in caso di rapina aiuta le forze dell’ordine a risalire ai criminali , inquadrare l’esterno per identificare complici esterni e pali , identificare le autovetture o i motorini usati per la fuga , per la parte interna identificare i rapinatori i loro vestiti eventuali particolarità , tutti elementi utili agli inquirenti in fase di indagine .
Troppo spesso i sistemi esistono ma non ci danno le informazioni necessarie , un buon sistema ci aiuta anche a prevenire mettendo in luce eventuali situazioni anomale fuori dal nostro negozio o fuori dalla nostra casa prima che l’intento criminale venga messo in atto.
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Banditi mascherati assaltano villa «La cassaforte o uccidiamo tuo padre»

Vittorio Sacchi racconta l'incubo: mio figlio si è nascosto in cantina, ma non è riuscito a chiamare il 112 perché non c'era campo
Vittorio Sacchi al capezzale del padre 91enne (Pontoriero)
MILANO - «Dicci dov'è la cassaforte o ammazziamo tuo padre». In un attimo uno dei rapinatori guadagna a gran passi la camera da letto dove dorme l'anziano, 91 anni, invalido, e si sente l'esplosione di un colpo di pistola. Per fortuna, si saprà poi, era soltanto una scacciacani e l'anziano non è stato toccato. «Non lo auguro a nessuno, ma sapevo che non lo avrebbero ucciso. Volevano i soldi e basta». Vittorio Sacchi, imprenditore, 61 anni, uomo robusto e di temperamento, non si scompone. Sabato sera, nella sua villa in una zona isolata di Trezzano sul Naviglio, ha subito insieme alla moglie Eleonora e a 14 ospiti tra cui una donna all'ottavo mese di gravidanza, l'assalto di quattro rapinatori incappucciati e armati di pistole, bastoni e cacciavite. Nessuno è stato ferito ad esclusione del padrone di casa e del domestico dello Sri Lanka, rei di aver reagito alla vista della banda. I rapinatori li hanno colpiti con il calcio della pistola in pieno volto.

Sacchi, medicato al San Carlo, ha una vistosa ecchimosi sulla guancia. «Erano le 23 - racconta l'imprenditore che ha una ditta di 25 dipendenti a Opera, nel settore dei metalli - la cena era al termine. Sono entrati spalancando la porta finestra della sala, dove eravamo a tavola». Un incubo durato 40 minuti: l'imprenditore e gli altri uomini sono stati legati e imbavagliati con lo scotch, alle donne è stato intimato di restare a terra. Uno dei figli dei padroni di casa si è nascosto in cantina. Ma non è riuscito a chiamare il112 perché il telefonino non aveva campo. I malviventi, forse originari dei Paesi dell'Est, hanno derubato i commensali di gioielli, Rolex, denaro e telefonini. Poi hanno cercato di farsi dire dov'era la cassaforte.
«Un rapinatore mi ha messo la pistola in bocca - racconta Elenora, moglie dell'imprenditore - mentre un complice puntava un'altra arma alla tempia di mio marito. "Dimmi dov'è se no l'ammazzo", mi urlava. Ma noi non abbiamo la cassaforte». I malviventi, però, non ci hanno creduto e hanno messo in scena il finto omicidio dell'anziano padre. Poi hanno messo a soqquadro l'abitazione, rotto piatti e bicchieri per terrorizzare gli ospiti. Poi la fuga. Ad aspettarli, sulla strada, un complice. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Corsico. La villa non ha un sistema di videosorveglianza ma solo un antifurto che non era attivo. Si pensa a una banda di professionisti. Unico imprevisto, la presenza di tante persone in casa. Ma forse la vista delle auto di lusso parcheggiate davanti al cancello ha invogliato i rapinatori a rischiare.

Fonte Corriere della Sera

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Violate le telecamere delle abitazioni E la privacy va in streaming sulla Rete

Il buco di sicurezza è avvenuto nei sistemi di videosorveglianza privati di TrendNet. Il segnale video delle telecamere è accessibile da Internet senza alcuna protezione chiunque può spiare gli appartamenti
Un buco di sicurezza nei sistemi di videosorveglianza privati di TrendNet permette a chiunque di spiare attraverso le telecamere installate nelle abitazioni. Centinaia di collegamenti pubblicati sul Web. La società produttrice cerca ora di correre ai ripari. L’ossessione per la sicurezza e la tutela della privacy possono giocare brutti scherzi. È quello che è successo a qualche migliaio di clienti di TrendNet, una società che produce e distribuisce sistemi di sicurezza basati sulla video-sorveglianza via Internet. Il caso ha del surreale: il segnale video delle telecamere è accessibile da Internet senza alcuna protezione e chiunque può spiare gli appartamenti “sorvegliati” dai sistemi TrendNet. Il produttore non ha ancora chiarito quali siano le cause del baco, ma il risultato è piuttosto evidente. Per collegarsi alle videocamere e guardare in streaming tutto quello che succede nelle abitazioni è sufficiente collegarsi all’URL composta dall’indirizzo IP del dispositivo seguito da un suffisso di 15 caratteri uguale per tutte le videocamere. Questo, in pratica, dà accesso a una sorta di backdoor che permette di aggirare la richiesta di user name e password per la visualizzazione dello streaming. Il buco di sicurezza è stato descritto in tutti i dettagli il 10 gennaio scorso sul blog Console-Cowboys, nel quale è riportata anche la procedura per l’individuazione dei dispositivi attraverso Shodan, un motore di ricerca a pagamento specializzato nella localizzazione di dispositivi online. Nel giro di poche ore, numerosi siti Web sono stati inondati di collegamenti diretti alle videocamere, permettendo a migliaia di persone di spiare nelle case di chi aveva installato i sistemi di sorveglianza. Sul sito del produttore, la vicenda è riportata in un laconico comunicato (datato 7 febbraio) in cui TrendNet annuncia il rilascio di una nuova versione del firmware che dovrebbe tappare la falla. Visto però che non è possibile “forzare” l’aggiornamento da remoto, la soluzione del problema è delegata ai singoli clienti, che dovranno installare il nuovo software di controllo. Resta da vedere quali saranno le reazioni dei clienti di TrendNet, sottoposti a una pesantissima violazione della privacy per quasi un mese.
 
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Furti in appartamento, in manette il "mago delle serrature"


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ROMA - Si presentava ben vestito per non destare sospetti e utilizzava metodi quasi chirurgici, non invasivi né rumorosi, per aprire le porte delle case che avrebbe poi derubato. Aveva quasi messo a segno l'ennesimo colpo il "re delle serrature europee", ma è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia Roma Montesacro per furto aggravato in appartamento. L'arresto. In via della Pineta Sacchetti i carabinieri hanno notato l'uomo, un lituano di 37 anni, che si allontanava frettolosamente da un appartamento e hanno deciso di seguirlo. Il ladro ha provato a fuggire ma è stato bloccato e la perquisizione ha consentito di trovare, nascosti nella sua auto, gli strumenti del mestiere, e un coltello. Per il topo d'appartamento è scattato l'arresto con l'accusa di tentato furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e possesso di attrezzi atti allo scasso.

Fonte il Messaggero.

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Sei colpi in una settimana

Gli agenti del commissariato Prenestino lo hanno bloccato mentre si preparava all'ennesimo blitz
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ROMA - Gli agenti del commissariato Prenestino gli davano la caccia da giorni. Ormai era stato definito il rapinatore seriale delle farmacie. Almeno sei quelle colpite nell'ultima settimana, tutte nel quartiere Prenestino. L'uomo, un romano di 46 anni, è stato finalmente arrestato dalla polizia grazie anche alle testimonianze delle vittime alle telecamere a circuito chiuso. Le indagini. Le indagini avviate dopo le prime rapine messe a segno avevano permesso di tracciare un preciso profilo del rapinatore: robusto, alto circa 1,80, naso pronunciato, armato di pistola semiautomatica cromata. Altro particolare evidenziato, la assoluta calma con la quale metteva a segno i suoi colpi e la padronanza nel maneggiare l'arma. Dall'inizio del mese di gennaio gli agenti del commissariato Prenestino, diretto da Mauro Fabozzi, si erano messi sulle tracce dell'uomo, intensificando i servizi antirapina, soprattutto nei pressi degli esercizi commerciali maggiormente presi di mira come centri commerciali, farmacie ed autogrill. La svolta nelle ultime ore, quando la titolare di una farmacia nota la presenza di una persona sospetta, che attraverso la vetrina scruta all'interno per poi allontanarsi. Immediatamente scatta la segnalazione al 113 con il modello dell'auto a bordo della quale si stava allontanando. L'arresto. Gli uomini del Commissariato che si trovavano già in zona, dopo la nota radio della Sala operativa si sono precipitati lungo la direzione di marcia del veicolo. Pochi attimi e l'uomo è stato bloccato. L'aspetto fisico coincide con le descrizioni acquisite nelle ultime settimane dagli agenti. Nell'immediatezza dei fatti l'uomo ha provato a disfarsi di un mazzo di chiavi, subito recuperato dai poliziotti, che, proseguendo nella perquisizione del veicolo, si sono imbattuti in una pistola Beretta cromata, poi rivelatasi una replica. Il manico dell'arma era stato «accuratamente» rivestito di scotch trasparente. I controlli si sono estesi poi anche alle abitazioni in uso all'uomo. Gli agenti hanno chiuso così il cerchio investigativo, trovando un paio di occhiali e il giubbotto utilizzato in diversi colpi. Per M.D., riconosciuto dalle vittime come responsabile di almeno 6 rapine, è così scattato il fermo di indiziato di delitto.
Fonte Il Messaggero.

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Paura in Centro, ancora una rapina in pieno giorno in una gioielleria

Il colpo in via Vittoria, traversa di via del Corso Tre uomini armati hanno svaligiato anche le vetrine
OMA - Ancora una rapina in pieno giorno in Centro. Questa volta ad essere derubata è stata una gioielleria di via Vittoria, una traversa di via del Corso. Tre malviventi a volto coperto e armati di pistola, sono entrati nel negozio intorno alle 12 e poi sono scappati.

Si tratta dell'ultima di una lunga scia di rapine avvenute in Centro. A luglio la rapina alla gioielleria Eleuteri di via dei Condotti. Il rapinatore era vestito da sacerdote ed è stato individuato grazie alle telecamere delle strade del Centro. I video avevano ripreso l'uomo mentre durante la fuga si spogliava lasciando in strada un largo cappello e l'abito nero da sacerdote. «Verrò per sempre ricordato come il prete rapinatore» si era vantato l'uomo davanti ai carabinieri.

Altra rapina stavolta in via del Babuino: vittima un'altra gioielleria. I rapinatori hanno picchiato e legato la commessa: poi la fuga e l'inseguimento per le vie del centro. Il bottino? Tre milioni di diamanti.

Fonte Il messaggero

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2011, un anno record per furti, rapine e borseggi

Boom di assalti alle abitazioni: +28%. Reati contro il patrimonio aumentati del 15%. La quota degli stranieri irregolari denunciati in Italia per reati di droga ha raggiunto il 34,5% del totale. Tra il 2004 e il 2007 l'incremento era stato più graduale e legato agli scippi e ai borseggi .

UN DILAGARE di rapine a mano armata negli appartamenti. E un esercito di scippatori e borseggiatori in strada a minacciare la sicurezza pubblica. La criminalità in Italia sta vivendo una svolta. Nel 2011, dopo anni di calo costante, c'è stata un'impennata a sorpresa dei reati contro il patrimonio, aumentati del 15 per cento rispetto al 2010. Per le rapine nelle abitazioni è un vero quanto allarmante boom: sono cresciute del 28 per cento in pochi mesi. Un'inversione di tendenza che spiazza i sociologi e preoccupa tutte le forze di polizia. A documentarlo sono i dati riservati che le prefetture di tutta Italia stanno inviando al Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale, e che Repubblica è in grado di anticipare. I furti in appartamento sono cresciuti nell'ultimo anno del 15 per cento, così come le rapine e i borseggi. Gli omicidi sono  "stabili": 610 casi nel 2011. Aumenta invece il peso degli stranieri nella contabilità criminale. La percentuale degli immigrati senza permesso di soggiorno nel totale delle denunce per reati legati alla droga è arrivata a 34.5 per cento. Un record, non è mai stata così alta. Sono numeri ricavati dalle denunce presentate a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza. Sono provvisori, perché ancora non tutti gli uffici hanno provveduto a inviare le statistiche. Ma chi li sta raccogliendo prevede che quelli definitivi sulle rapine e i furti saranno corretti al rialzo, intorno al 18-19 per cento. Abbastanza per parlare

di emergenza sicurezza. Emergenza che i recenti casi di cronaca nera avevano fatto solo intuire. Per esempio il duplice omicidio a scopo di rapina del commerciante cinese e della figlioletta di pochi mesi, avvenuto a Roma qualche settimana fa. O lo scippo con aggressione di sei giorni fa in centro a Milano, di cui è stata vittima una imprenditrice che girava in bicicletta. Episodi che hanno fatto rumore, ripresi da tutti i telegiornali. Ma è sfogliando le cronache locali che si ha la percezione della paura e del disagio vissuto da chi vive lontano dall'attenzione delle telecamere, negli angoli meno esposti della provincia italiana. Rapine in villa, aggressioni ai proprietari, il crimine che entra in casa e terrorizza. E poi scippi e borseggi subiti in pieno giorno, furti con scasso. Cioè le varie forme in cui si declina il reato predatorio contro la ricchezza. Un incremento come quello del 2011 non si verificava dal triennio 2004-2007, ma allora la fase espansiva era stata più graduale. A determinare quell'impennata avevano contribuito solo una parte di reati: i borseggi, i furti di automobili e nei negozi. Quelli commessi in appartamento e gli scippi in realtà erano in costante diminuzione. Nel 2009, come si legge nell'ultimo Rapporto sulla Criminalità e la sicurezza in Italia, le denunce di furto erano 2500 ogni 100 mila abitanti. Lo stesso trend per le rapine, in netta flessione negli ultimi venti anni, eccezion fatta per il picco del 2007 (90 casi ogni 100 mila abitanti, 18 volte di più rispetto al 1970). Dopo quell'anno nero, erano crollate e sembravano destinate a diminuire. I sociologi sono i primi ad essere sorpresi dall'impennata del 2011. Una prima spiegazione la azzarda il sociologo Marzio Barbagli in questa pagina. Sarebbe colpa della crisi economica, entrata negli ultimi dodici mesi nella fase più aggressiva, con licenziamenti in aumento e sempre più giovani tenuti ai margini del mercato del lavoro. Un periodo in cui, politicamente, si sono sovrapposte la fase decadente dell'ultimo governo Berlusconi e l'ingresso del tecnico Mario Monti. E nel quale si assiste all'oggettiva difficoltà delle forze dell'ordine, che da mesi denunciano carenza di mezzi e strutture. Anche per questo la crisi ha dispiegato i suoi effetti più oscuri e criminali.
(31 gennaio 2012)

Fonte La repubblica.

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Rapinavano banche con l'ambulanza 25 arresti dalla Sicilia alla Lombardia

Il gruppo si muoveva a bordo di un'ambulanza della fantomatica "S'Agata soccorso", a bordo della quale da Catania raggiungeva il Norditalia, per mettere a segno i colpi. Le indagini sono durate oltre sei mesi. Gli investigatori hanno fatto luce sull'attività criminale dell'organizzazione, attraverso attività intercettazioni, acquisizione dei tabulati telefonici, visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, perquisizioni e sequestri. Gli inquirenti, che hanno eseguito 22 ordini di custodia cautelare su 25, hanno accertato che la banda aveva ramificazioni in tutta Italia. Dalle utenze telefoniche dei cellulari la polizia è riuscita a individuare gli autori, nonostante il continuo ricambio di schede telefoniche. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato anche mezzo chilo circa di marijuana.

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Arrestati«Bonnie & Clyde» specializzati in farmacie

ROMA - Si erano conosciuti da ragazzi nell’estrema periferia sud della Capitale, in un contesto di consumo e spaccio di stupefacenti, e da quel momento era nata una forte amicizia, che li portava abitualmente a compiere reati, la maggior parte dei quali perpetrati per procurarsi il denaro necessario ad acquistare la dose giornaliera di eroina.

IN CARCERE - Lei quarantenne romana, nullafacente e pluripregiudicata, e lui della stessa età, anch’egli nullafacente e già noto alle forze dell’ordine, sono entrambi in carcere, ma separati, l’uno a Regina Coeli, l’altra a Rebibbia, dove sono stati condotti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Casilina, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale Ordinario di Roma, che ha accolto le richieste del Sostituto Procuratore Dott. Marcello Monteleone, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri.
INCASTRATI DAL VIDEO - L’uomo e la donna si erano specializzati nel compiere rapine ai danni delle farmacie della Capitale, prediligendo quelle situate nei pressi del quartiere Casilino, nelle quali entravano con occhiali da sole indossati e impugnando una pistola, successivamente rivelatasi giocattolo, e facevano perdere le proprie tracce fuggendo a bordo di una Fiat Uno, vecchio tipo rubata nei giorni antecedenti alle stesse. Ad incastrarli sono state le immagini del sistema di videosorveglianza presenti nelle ultime tre farmacie colpite, che hanno permesso agli uomini dell’Arma, di svolgere un’indagine basata, tra l’altro, sulla visione di centinaia di fotografie di rapinatori, fino a giungere all’individuazione dei due mediante la comparazione di quelle in possesso agli investigatori con le immagini estrapolate dai video.
PISTOLA GIOCATTOLO - Molto utile ai fini investigativi è stata la collaborazione dei dipendenti delle farmacie, che hanno lavorato con i Carabinieri al fine di tracciare un identikit prima della donna e poi anche dell’uomo, permettendo di incastrarli definitivamente. La reazione dei farmacisti non è mancata neanche al momento dei fatti, tanto da mettere potenzialmente in pericolo la loro incolumità; infatti, con particolare riferimento ad una rapina, perpetrata il 20 settembre ai danni di una farmacia posta nel quartiere Alessandrino, quando due dipendenti presenti si sono buttati l’uno sulla donna, facendola cadere a terra e costringendola ad abbondare la refurtiva, l’altro sull’uomo che in quel momento impugnava una pistola, poi risultata finta, costringendoli alla fuga. Dopo appena venti minuti dal colpo, i due malviventi, forse per rimediare al tentativo di rapina fallito, si sono diretti nel quartiere tuscolano per compiere un’ulteriore rapina andato a buon fine. Le perquisizioni dei Carabinieri effettuate ai domicili dei due hanno permesso di rinvenire la pistola giocattolo priva di tappo rosso riproducente il modello "Beretta 92 FS" che è stata debitamente sequestrata, oltre che un certo numero di indumenti indossati al momento di questi e, probabilmente, di numerosi altri fatti reato.

Fonte Il Corriere della Sera

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Paura nelle ville: picchiavano proprietari

Paura nelle ville: picchiavano proprietari e li rapinavano, arrestati due malviventi
I colpi messi a segno per settimane tra il Frusinate e la zona di caserta. Indagini dei carabinieri: gli autori trovati in un campo rom a Secondigliano
FROSINONE - Picchiavano selvaggiamente i proprietari durante le rapine nelle ville tra la Ciociaria e la provincia di Caserta. Due pericolosi rapinatori sono stati individuati arrestati dai carabinieri in un campo rom di Secondigliano (Napoli). Le indagini della compagnia di Pontecorvo hanno consentito di risalire all'identità dei malviventi, due rom, che si trovano ora rinchiusi nei carceri di Cassino e Roma. I due banditi sono accusati di aver messo a segno diverse rapine nel Frusinate e nel Casertano. La svolta nelle indagini è arrivata domenica e all'alba di lunedì 5 dicembre sono scattati gli arresti.

Fonte Corriere Della Sera

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Arrestato rapinatore del supermarket Preso grazie alle telecamere

L'uomo incastrato dalle immagini della tv a circuito chiuso: pistola in pugno minaccia una donna incinta
ROMA - È stato fermato dalla polizia un 28enne romano, accusato di aver rapinato, assieme a un complice, un supermercato. Ad incastrarlo alcune immagini di una telecamera del supermercato e gli indumenti rubati durante la rapina. I poliziotti, esaminando le immagini di una telecamera a circuito chiuso all'interno del supermercato, e poi confrontandole con le informazioni fornite da alcuni testimoni, sono riusciti ad individuare uno dei due responsabili.
LA RAPINA - S.G.,28enne romano, con diversi precedenti penali, lo scorso 28 dicembre, insieme ad un complice, aveva effettuato una rapina in un supermercato in via Boccea. Le immagini lo ritraggono infatti mentre impugna una pistola proprio in corrispondenza delle casse e con il suo complice, dopo essersi fatto consegnare il denaro dalla cassiera, fugge poi a bordo di uno scooter. In un'immagine compare anche una donna che, viene minacciata da uno dei rapinatori. Dopo essersi nascosto abusivamente in una stanza del complesso «Bastogi», è stato individuato dagli investigatori, dopo diversi giorni di appostamento, all'interno di un bar della zona . L'uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per rapina aggravata.
LA REFURTIVA - A confermare il quadro investigativo hanno concorso degli accertamenti fotografici e il sequestro di alcuni capi di abbigliamento utilizzati nel corso della rapina, tra cui uno scaldacollo di colore scuro, perfettamente visibile nelle immagini. I poliziotti del commissariato Aurelio proseguono ora le indagini per individuare il suo complice, e per verificare eventuali responsabilità dell'uomo in altre rapine avvenute nello stesso supermercato ed in altri esercizi commerciali della zona.
Fonte Corriere Della Sera

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Uccise anziano, pirata della strada preso grazie a telecamere dei negozi

NAPOLI - Un uomo di 76 anni, residente nel quartiere napoletano di Piscinola, è stato fermato dagli agenti della polizia municipale di Marano di Napoli, con l'accusa di aver travolto e ucciso la mattina di sabato scorso a Marano un pensionato di 62 anni, Rosario Laccetto, residente a Giugliano. Secondo le testimonianze raccolte dopo il fatto, una Fiat Panda di colore verde o azzurro si era allontanata dopo l'investimento facendo perdere le proprie tracce. Nessuno, però, era riuscito a rilevare il numero di targa. Gli agenti della Polizia municipale, coordinati dal neo comandante, il capitano Brigida Costa, hanno avviato le indagini subito dopo il fatto. Dopo aver acquisito oltre 20 video di diversi esercizi commerciali di cinque comuni limitrofi si è riusciti a ricostruire il percorso del fuggitivo e ad identificare i particolari dell'auto e le caratteristiche della targa. Così oggi, dopo l'analisi di altri filmati del sistema intercomunale di sicurezza, è stata identificata la targa del veicolo risalendo al proprietario. Il comandante della Municipale, Costa, sottolinea «l'impegno e l'abnegazione dei vigili che non si sono arresi nonostante l'esiguità degli elementi investigativi» e al tempo stesso «la completa collaborazione offerta dai cittadini e dai commercianti».

Fonte il Mattino

Un efficiente sistema di
video sorveglianza , in caso di rapina aiuta le forze dell’ordine a risalire ai criminali , inquadrare l’esterno per identificare complici esterni e pali , identificare le autovetture o i motorini usati per la fuga , per la parte interna identificare i rapinatori i loro vestiti eventuali particolarità , tutti elementi utili agli inquirenti in fase di indagine .
Troppo spesso i sistemi esistono ma non ci danno le informazioni necessarie , un buon sistema ci aiuta anche a prevenire mettendo in luce eventuali situazioni anomale fuori dal nostro negozio o fuori dalla nostra casa prima che l’intento criminale venga messo in atto.
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Sorprende ladro nel suo locale che gli spara

Sorprende ladro nel suo locale che gli spara, gravissimo ristoratore 64enne

L'uomo ha trovato il bandito in piena notte nel suo ristorante tra Latina e Sabaudia: colpito da due proiettili all'addome e in pieno volto, lotta tra la vita e la morte
LATINA - Stava dormendo nel suo ristorante a Borgo Grappa (ai confini tra Latina e Sabaudia) quando è stato raggiunto da due colpi di pistola, uno all'addome e l'altro in pieno volto, partiti dall'arma di uno, o più banditi, entrati per derubarlo.
LITE E SPARI - E' appesa ad un filo la vita di Luigi Villani, imprenditore di 64 anni che, secondo la prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, avrebbe sorpreso un ladro in piena notte e, al culmine di una colluttazione, è stato colpito da due proiettili.
RIANIMAZIONE - L'uomo è arrivato all'ospedale di Latina intorno alle 3 e 30 di venerdì, per essere immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico durato cinque ore: i medici hanno estratto solo il proiettile dall'addome. Villani ora è in rianimazione.

Fonte Corriere Della Sera

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Tor Bella Monaca, rapinatore in farmacia incastrato dalle telecamere

Il rapinatore, un 27enne già conosciuto dalle forze dell'ordine, approfittando dell'orario di chiusura è riuscito a forzare le porte d'ingresso chiuse elettricamente e ad avventarsi sulla cassa. Nulla hanno potuto le due titolari che, sotto la minaccia della pistola, hanno lasciato campo libero all'uomo che, preso dalla foga, non si è accorto della presenza della telecamere. Una volta raccolto il bottino, si è dileguato a bordo di uno scooter insieme a un complice che lo attendeva all'esterno. I carabinieri, dopo aver visionato le immagini del circuito di videosorveglianza della farmacia, hanno potuto individuare e rintracciare l'uomo a casa sua, dove hanno trovato gli indumenti indossati durante il colpo. Ammanettato, l'uomo è stato sottoposto a fermo in quanto indiziato di delitto ed è stato portato a Regina Coeli.
ROMA - I carabinieri della stazione di Roma Tor Bella Monaca non hanno impiegato molto tempo ad individuare, identificare e arrestare un giovane della zona che con aggressività aveva messo a segno un colpo ai danni di una farmacia. il 3 novembre scorso, verso le 20.20, aveva atteso il momento in cui le due dottoresse si trovavano sole per fare violentemente irruzione all'interno della farmacia Cuppoletti, di via Aspertini, a Tor Bella Monaca, e portare via l'incasso della giornata.
 
 Fonte La Repubblica

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Genzano, Rapina in Armeria


Genzano, rapina in armeria Rubate otto pistole
ROMA - Particolare rapina a Genzano. Questa mattina due uomini sono entrati nel negozio Orazi Sport sulla centralissima via Di Vittorio. Erano circa le 10:30. I malviventi, a volto scoperto ma armati, si sono fatti aprire dal titolare minacciandolo con la pistola la vetrina delle armi, rubando 8 pistole, senza munizioni, 6 semiautomatiche Beretta e un paio di revolver. Nessuno è rimasto ferito. Sono poi scappati a piedi in direzione Velletri sulla vicina via Silvestri, dove ad attenderli c’era un complice in auto. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Genzano e la Polizia Scientifica di Velletri. La zona si trova in pieno centro storico e davanti all’armeria si tiene ogni giorno il mercato ortofrutticolo.

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Rapine In Villa Lazio e Umbria

PERUGIA - Sono accusati, a vario titolo, di avere compiuto 10 rapine in villa (tra cui quella dell’allenatore Serse Cosmi) e in un’attività commerciale cinque albanesi raggiunti da ordinanze di custodia cautelare in carcere al termine di un’indagine condotta dalla squadra mobile di Perugia. Un sesto loro connazionale è ricercato. I provvedimenti sono stati notificati a Torino, Roma e Pesaro. I colpi sono stati messi a segno in provincia di Perugia tra il maggio 2010 e il febbraio scorso. La mobile perugina - diretta da Marco Chiacchera - è risalita agli albanesi esaminando il traffico telefonico cellulare nelle aree dei colpi e le testimonianze delle vittime. Ma anche mettendo insieme elementi raccolti dalla polizia in altre città. Gli investigatori hanno ricostruito anche il modus operandi del gruppo. C' era il capo - in base a quanto emerso dagli accertamenti - che agiva con una pistola (è stato arrestato a Torino dove è stata recuperata anche parte della refurtiva), un complice dagli “occhi di ghiaccio” e un “buono” che tranquillizzava gli occupanti delle ville per ottenere informazioni su dove erano le casseforti. Oltre all’arresto eseguito a Torino, la polizia ha bloccato un altro albanese a Roma mentre due ordinanze sono state notificate a Regina Coeli, due, e nel carcere di Pesaro. I reati ipotizzati a vario titolo sono rapina aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona, lesioni e percosse.
Il messaggero
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Furti Alla Rinascente

MILANO - Per mesi hanno sottratto merce di valore , per un totale di circa 100 mila euro, prima ancora che venisse esposta nei reparti della Rinascente, il megastore nel pieno centro di Milano. Mercoledì i carabinieri della Compagnia Milano Duomo hanno arrestato 5 dipendenti infedeli e ne hanno denunciato a piede libero altri 5, tutti italiani e incensurati tra i 35 e i 50 anni. La truffa andava avanti da gennaio 2010. I dipendenti, magazzinieri e facchini, sottraevano merce pregiata (abbigliamento, elettronica e profumi) prima che vi venisse applicata la placca antitaccheggio e che venisse esposta. La direzione se ne è accorta, sia pure con ritardo, dagli ammanchi, e ha chiamato i Carabinieri che hanno piazzato telecamere in vari punti del grande magazzino.
NEI MONTACARICHI - Alcuni dipendenti, per esempio, sono stati immortalati nei montacarichi mentre rubavano i capi d'abbigliamento e li infilavano in borsoni o li nascondevano sotto i propri abiti, in modo tale da evitare i controlli antitaccheggio. In casa dei 10 dipendenti sono stati trovati circa 1500 capi d'abbigliamento e accessori, per un valore che si aggira sui 100 mila euro. Cinque dei dipendenti sono stati arrestati in flagranza di reato, mercoledì mentre uscivano dal grande magazzino: addosso avevano merce per 1300 euro, il bottino di un solo giorno. La direzione sta valutando i provvedimenti da prendere nei confronti degli impiegati infedeli

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Rapina in villa imbavagliato anziano

ANSA) - MASSA, 16 NOV - Rapina in villa a Marina di Massa. Due uomini sono entrati in casa di una coppia di anziani, hanno imbavagliato l'uomo con nastro adesivo e costretto la moglie ad aprire la cassaforte da cui hanno preso un Rolex del valore di 5.000 euro. I due anziani hanno parlato di uomini forse dell'Est. Uno di loro era incappucciato, l'altro sarebbe stato a volto scoperto. Secondo i carabinieri probabilmente i due stavano cercando di entrare in una villetta confinante ma l'anziano ha aperto la porta sentendo dei rumori, e i due lo hanno aggredito cambiando il loro obiettivo.(ANSA).

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Rapina e Tentato Stupro ai danni di una studentessa

PALERMO — Le hanno fatto passare una notte di autentico terrore, compresi tentativi di violenza sessuale. I poliziotti del commissariato Oreto-Stazione hanno arrestato Argune Karim, tunisino di 32 anni, e Moustaky Marouane, marocchino di 21 anni, per rapina aggravata in concorso, tentata violenza sessuale, sequestro di persona nei confronti di una studentessa tedesca che viveva in una appartamento di Palermo.
I fatti, accaduti in uno stabile di via del Parlamento, risalgono alla notte del 28 ottobre. Secondo la ricostruzione dei fatti, il primo aggressore, armato di coltello, l’aveva minacciata perchè consegnasse soldi e gioielli e, dopo essersi impossessato delle chiavi dell’appartamento, le aveva lanciate dal balcone a un complice per consentirgli di entrare.
I due hanno rovistato nell’appartamento, mettendolo a soqquadro. Trovando pochi soldi hanno costretto la ragazza a vestirsi e prelevare il denaro con il suo bancomat,in tutto 750 euro. Rientrati in casa, la ragazza è stata costretta a subire anche palpeggiamenti e tentativi di violenza. Prima di abbandonare l’appartamento, i due l’hanno infine imbavagliata e legata al letto con fili elettrici.
Le indagini dei poliziotti sono partite dalla visione delle immagini riprese dalle telecamere dei bancomat dove la ragazza era stata costretta a prelevare il denaro, e alle riprese dalle telecamere di un Hotel nelle vicinanze dell’abitazione.

Fonte Bergamo Sera

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I Furti al tempo della crisi

ROMA - Crescita record dei furti nei supermercati, complici la crisi economica e la difficoltà delle famiglie ad arrivare alla quarta settimana del mese. Nel 2011 in Italia l'aumento dei furti tra gli scaffali è stato del 7,8% rispetto all'anno scorso, per un valore complessivo che supera i 3 miliardi di euro, il più elevato degli ultimi 5 anni. A segnalarlo è un'elaborazione della Coldiretti sui dati "Barometro dei furti nella vendita al dettaglio" del Centre for Retail Research nei Paesi europei, aggiornata al giugno 2011. I furti nei supermercati hanno raggiunto quest'anno il massimo storico con una media di oltre 150 euro per famiglia all'anno, pari al 1,39% del totale delle vendite al dettaglio. Nella lista degli oggetti che scompaiono più facilmente dagli scaffali di super e ipermercati figurano i prodotti di profumeria, accessori per l'abbigliamento, formaggi, carne, prodotti per l'infanzia: prede in alcuni casi più facili da nascondere in borse, borsette o tasche capienti, ma che possono anche essere comodamente indossate sperando di farla franca. In Italia, dice la Coldiretti, a essere prese particolarmente di mira dai "topi" sono le specialità alimentari come parmigiano reggiano e grana padano, ma anche carne, salumi di qualità , vini e liquori. Preferiti i formati già porzionati o confezionati in dimensioni ridotte, cosi come sono in crescita le predilezioni dei ladri per i prodotti alimentari già pronti. L'ordine delle preferenze dei ladri, che tendono a premiare la qualità alimentare, i prodotti più alla moda o anche le tecnologie più moderne nel reparto high tech, sembra dimostrare che molto spesso non si tratta di furti spinti dalla necessità. Peraltro dall'analisi del Barometro dei furti, emerge che in quasi metà dei casi (47,7%) la scomparsa della merce è da imputare a clienti esterni, ma una parte rilevante (35%) è da imputare ai dipendenti "infedeli", a errori amministrativi interni (16,2%) o ai fornitori. D'altro canto il furto nei supermercati trova molti adepti dal momento che - segnala la Coldiretti - la maggior parte dei prodotti esposti non è protetta (spesso soltanto le bottiglie di vini e spumanti di maggior pregio sono dotate di una capsula antifurto simile a quella dei capi di abbigliamento nei grandi magazzini), e i commercianti europei stanno sempre più rivolgendo la loro attenzione allo sviluppo di nuove tecnologie per la sicurezza delle merci, come i sistemi di protezione alla fonte in radio frequenza. Nell'elaborazione della Coldiretti sui dati Centre for Retail Research, i tipi di merce più gettonati dai ladri sono: 1) prodotti per l'igiene personale; 2) accessori per abbigliamento; 3) formaggi; 4) giacche, impermeabili e cappotti; 5) carne; 6) profumi.

Fonte La Repubblica

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Rapine in villa: in Veneto un’altra notte di violenze e terrore

L’ultimo caso vicino a Venezia. Le vittime: «Scene da film western»

Dante Nardini, 71 anni, arriva verso le 22, in via Bassette. In auto c’è anche un'amica, di 63 anni. Aziona il telecomando per aprire il cancello della sua villetta, situata in una zona piuttosto isolata del comune di Noventa di Piave. È in quel momento che dal buio saltano fuori due banditi armati di pistola. Comincia così una notte di terrore, una delle troppe notti di terrore in un’Italia infestata da bande senza scrupoli. I malviventi hanno il volto coperto da un passamontagna e spianano le pistole, quasi a voler far capire in anticipo che non avranno scrupoli, che fanno sul serio.
Fin da subito usano le maniere forti, picchiando il padrone di casa e immobilizzando la coppia con del nastro adesivo. Hanno le idee chiare, vogliono entrare in villa perché sanno, o dicono di sapere, che ci sono parecchi soldi e altri valori in cassaforte. Nardini non ha scelta: deve aprire la porta e fare accomodare gli sgraditissimi ospiti. Il clima è immaginabile, con la signora in preda al panico e con questi delinquenti che continuano a minacciare, a gridare, a picchiare.
Altri in medesime condizioni hanno provato a reagire, ma le conseguenze sono state drammatiche. Nardini ha la forza di stare calmo, di subire, anche perché con lui c’è la donna. E ha paura che i banditi se la prendano con lei. L’uomo viene percosso: «Dov’è la cassaforte, dove tiene nascosti i soldi? Diccelo o ti facciamo fuori e facciamo fuori anche tua moglie».
Non sono albanesi, non sono stranieri, non sono clandestini. Secondo le testimonianza che l’uomo darà più tardi al Nucleo provinciale dei carabinieri di Venezia, i delinquenti farebbero parte della malavita locale. Nardini non oppone resistenza e indica dove tiene il denaro e i preziosi. La precisione della richiesta lascia intendere che i banditi sapevano quello che volevano. Un furto in villa mirato, quindi, ma non per questo meno brutale. Anzi, per qualche minuto la coppia ha temuto il peggio, vista la violenza continua dei due malviventi. Una volta ottenuto quel che volevano, i due spingono a forza Nardini e la donna in camera da letto, chiudono la porta a chiave, strappano le maniglie di porte e finestre e fuggono dalla villa con un bottino di circa 50mila euro. Il blitz è durato un’ora. Un’ora di terrore.
Nardini e la compagna sono terrorizzati, ma dopo qualche minuto riescono a liberarsi usando un coltello da pesca e ad avvertire i carabinieri che piombano sul posto ma, ormai, non possono fare più nulla. Raccolgono la testimonianza della coppia e dirigono le indagini verso la malavita locale. «Scene da film western - ha commentato Nardini, che comunque non ha riportato lesioni particolari -, ho girato in tutto il mondo ma non ho mai vissuto un’esperienza del genere. Ho avuto paura che finisse peggio».
Vengono fatti tutti i rilievi del caso, per verificare se sono state lasciate tracce utili a una possibile identificazione. Ma pare che questa rapina sia stata opera di professionisti. Per il Veneto è la quarta rapina in villa negli ultimi giorni. Le altre tre sono state fatte a Limena ai danni di un agricoltore, a San Giorgio delle Pertiche, vittima un gioielliere, e a Curtarolo, dove un commerciante è stato colpito con una chiave inglese

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Perugia: rapina in villa a Todi, picchiato il proprietario

Perugia, 6 feb. - (Adnkronos) - Sono entrati in azione ieri sera intorno a mezzanotte i malviventi che hanno messo a segno la sesta rapina in villa nella provincia di Perugia dall'inizio dell'anno. A finire nel mirino di quella che ormai appare essere una banda che agisce sempre allo stesso modo, una coppia di Todi che risiede in una villa in frazione Chioano. Ieri sera il prorietario di casa ha sentito i suoi cani abbaiare:insospettito e' uscito a controllare. A quel punto i malviventi che probabilmente erano in attesa del momento giusto per fare irruzione, lo hanno picchiato e immobilizzato. In casa c'era la moglie che non e' stata toccata.
I malviventi, tre o quattro stranieri, volto travisato e armati di pistola, sono entrati in casa e hanno fatto razzia di denaro e preziosi. Poi hanno immobilizzato i proprietari per guadagnarsi la fuga. I due, una coppia di cinquantenni molto conosciuti nella citta' per la loro attivita' commerciale, hanno poi avvertito i carabinieri di Todi che si sono immediatamente portati sul posto. Da Perugia sono arrivati anche altri uomini del reparto operativo che gia' stanno indagando su altre rapine avvenute nell'ultimo mese in provincia. L'uomo malmenato se l'e' cavata con 10 giorni di prognosi per le lesioni riportate.
Proseguono ora le indagini,iniziate in nottata con ricerche a tappeto nella zona, da parte degli uomini dell,arma di Todi e Perugia per individuare e fermare la banda delle rapine in villa.

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